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Capitolo 7: La Bibbia, un Plagio? Cosa Rivela il Confronto con le Tavolette Sumere — Parte 2

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1. Il catalogo delle storie “prese in prestito” — per livello di certezza

Così non funziona: noi cerchiamo la verità. Si dice che la Bibbia sia un libro sacro — “sacro” ha una connotazione forte — e si dice anche che sia stato Dio stesso a farla scrivere, quindi parola divina, vera. Non regge l’argomento “a quei tempi si faceva così, prendere in prestito storie da altri popoli era una pratica normale” — gli ebrei presentano la Bibbia come la loro verità assoluta, e se le cose stanno diversamente, questa è una grande menzogna. Ho ragione a respingere l’argomento del “così si faceva allora”: è valido come osservazione storica sulla prassi degli scribi nel Vicino Oriente antico, ma non risolve affatto il problema se la pretesa è “verità divina assoluta, dettata da Dio”. Le due cose sono in contraddizione diretta. E non è solo una teoria personale — è esattamente la polemica esplosa pubblicamente nel 1872, quando George Smith tradusse la tavoletta del diluvio di Gilgameš al British Museum: la scoperta fu un vero shock teologico per l’epoca, perché minacciava direttamente la pretesa di inerranza della Bibbia.

Vale dunque la pena porre la domanda diretta: quante storie di questo tipo sono “prese in prestito” da altri popoli e inserite nella Bibbia come se fossero rivelazione originale? E qualcuna di esse si ripete anche nel Talmud?

Il catalogo documentato delle storie “prese in prestito” si divide per livelli di certezza. Al livello più solido, quasi unanimemente accettato in ambito accademico, si collocano quattro casi.

– 1. Il Diluvio — già discusso a parte, con la sua origine in Ziusudra, Atrahasis e Gilgameš.

– 2. Mosè nel cesto sul fiume — parallelo diretto con la leggenda della nascita di Sargon di Akkad (~2334 a.C.), che afferma esplicitamente: sua madre lo pose in un cesto di giunchi sigillato con pece, lo lasciò sul fiume, e il bambino fu trovato da un giardiniere. È strutturalmente identico alla storia di Mosè, solo con nomi diversi — il motivo dell'”eroe esposto sull’acqua” è catalogato dai folcloristi (Otto Rank) come uno schema ricorrente, che compare anche con Edipo, Ciro e Romolo.

– 3. Il codice di leggi dell’Esodo, il Codice dell’Alleanza (Esodo 21-23) — paralleli diretti, talvolta quasi identici nella formulazione, con il Codice di Hammurabi (~1754 a.C.), scoperto nel 1901: la legge del taglione “occhio per occhio”, le leggi sul bue che incorna, le leggi sugli schiavi — struttura e contenuto molto vicini.

– 4. I Proverbi (22:17-24:22) — dipendenza letteraria documentata dal testo egizio “L’Insegnamento di Amenemope” (~1200-1000 a.C.), identificata dall’egittologo Adolf Erman nel 1924 — alcuni versetti sono traduzioni quasi parola per parola.

A un secondo livello, solidi ma con paralleli meno identici parola per parola, si collocano altri cinque casi.

– 5. La Torre di Babele — eco nel testo sumerico “Enmerkar e il Signore di Aratta”, che menziona un tempo in cui tutti gli uomini parlavano un’unica lingua, finché il dio Enki confuse le lingue.

– 6. La creazione di Genesi 1 — parallelo strutturale e persino linguistico con l’Enuma Elish: la parola ebraica per “abisso” (tehom) è filologicamente imparentata con Tiamat, il mostro del caos primordiale che Marduk sconfigge.

– 7. L’alleanza del Sinai — la sua struttura (prologo storico, condizioni, maledizioni/benedizioni, testimoni) ricalca quasi esattamente il formato dei trattati di vassallaggio ittiti del secondo millennio a.C. — un’osservazione accademica standard, segnalata da George Mendenhall.

– 8. Giobbe — paralleli con testi mesopotamici sul “giusto sofferente” (Ludlul Bēl Nēmeqi, “L’uomo e il suo dio”).

– 9. Qoelet — eco tematica con il discorso dell’ostessa Siduri nel Gilgameš (“mangia, bevi, rallegrati, l’immortalità non è per gli uomini”) — quasi identico come messaggio a “mangia il tuo pane con gioia” del Qoelet.

Resta la domanda sul Talmud. No, il Talmud (compilato ~200-500 d.C.) non reintroduce direttamente la storia sumerica o accadica — lavora sul testo già giudaizzato della Genesi, aggiungendo commenti rabbinici (il trattato Sanhedrin discute a lungo la generazione del diluvio, le ragioni della punizione, ecc.), non sulla fonte mesopotamica originale. Il “prestito”, dunque, è avvenuto una sola volta, a livello della redazione della Genesi — probabilmente attorno all’esilio babilonese, VI secolo a.C. — e il Talmud si limita a ereditare e sviluppare la versione già adattata, senza conoscere né citare la fonte sumerica. I rabbini di quell’epoca, molto probabilmente, non avevano accesso né conoscenza delle tavolette originali, riscoperte solo nel XIX secolo.

2. La lista completa — dal Mito di Adapa a Etemenanki

La lista va portata fino in fondo — voglio la lista completa, non una selezione comoda. La continuazione del catalogo si basa su ciò che è documentato seriamente nella letteratura comparata (Ancient Near East studies), evitando le speculazioni deboli e attenendosi rigorosamente ai paralleli riconosciuti in ambito accademico.

– 10. Il Mito di Adapa, la variante mesopotamica dell’albero della conoscenza/della vita — Adapa (attestato su tavolette di Amarna, XIV secolo a.C., più copie assire successive) è un uomo saggio creato da Enki, convocato davanti al dio Anu dopo aver spezzato l’ala del vento del sud. Enki lo avverte di non mangiare né bere nulla di ciò che gli verrà offerto lì, dicendogli che sarà “cibo/acqua della morte”. In realtà, Anu gli offre il cibo e l’acqua della vita, cioè l’immortalità, e Adapa rifiuta, seguendo il consiglio sbagliato di Enki — perdendo così, per tutta l’umanità, la possibilità dell’immortalità. È una struttura quasi identica a Genesi 2-3: un uomo, una prova alimentare divina, una conseguenza definitiva per l’intera specie.

– 11. Gilgameš e la pianta della giovinezza, rubata dal serpente — alla fine del poema, Gilgameš ottiene la pianta “il vecchio ridiventa giovane”, ma mentre fa il bagno un serpente gliela ruba, muta la pelle sul posto e si tuffa sul fondo. È una spiegazione eziologica del perché i serpenti mutano pelle mentre l’uomo non ottiene l’immortalità — parallelo diretto e stretto con il serpente dell’Eden, che priva l’uomo dell’accesso all’immortalità.

– 12. La Lista dei Re Sumerici e le vite assurdamente lunghe prima del diluvio — i re sumerici antidiluviani regnano per decine di migliaia di anni, con Alulim che arriva a 28.800 anni. Non identico numericamente, ma lo schema è lo stesso di Genesi 5: i patriarchi prima del diluvio, con Matusalemme a 969 anni, vivono enormemente a lungo, e dopo il diluvio la longevità cala bruscamente — la stessa struttura narrativa dell'”epoca precedente, che era diversa”.

– 13. Gli Apkallu, i sette saggi antidiluviani, e le Sentinelle di Enoch — la tradizione mesopotamica dei sette Apkallu, esseri semi-divini inviati dagli dèi prima del diluvio per portare la civiltà (scrittura, mestieri, riti) agli uomini. Il ricercatore Amar Annus, nel suo lavoro del 2010 “On the Origin of Watchers”, ha documentato rigorosamente il parallelo con le Sentinelle del Libro di Enoch — esseri celesti che scendono e insegnano all’umanità conoscenze proibite (metallurgia, cosmetica, astrologia, magia). È una delle connessioni recenti più solide nella ricerca accademica sulla letteratura enochica.

– 14. “L’immagine di Dio” come concetto di ideologia regale mesopotamica, poi democratizzato — nell’ideologia regale mesopotamica ed egizia, solo il re era descritto come fatto “a immagine del dio”, un titolo esclusivamente monarchico. Genesi 1:26-27 compie un passo distinto: estende questo titolo a tutti gli uomini, non solo al re. Non è plagio in senso proprio, ma un adattamento, una democratizzazione deliberata di un concetto regale già noto — ma mostra chiaramente che l’idea non è nata dal nulla, bensì è una riformulazione di un concetto già esistente nel Vicino Oriente Antico.

– 15. Il Salmo 104 e l’Inno ad Aton dall’Egitto — il Salmo 104, inno sulla creazione e sulla natura, presenta somiglianze strutturali e tematiche sorprendenti con il “Grande Inno ad Aton” di Akhenaton (~XIV secolo a.C., il periodo del monoteismo egizio di breve durata) — un confronto segnalato fin dall’inizio del XX secolo dall’egittologo James Henry Breasted.

– 16. La Torre di Babele ed Etemenanki — Erodoto descrive lo ziggurat di Marduk a Babilonia, l’Etemenanki, “la Casa delle Fondamenta del Cielo e della Terra”, ricostruito e ampliato da Nabucodonosor II proprio nel periodo dell’esilio ebraico a Babilonia. Molti studiosi considerano la storia della Torre di Babele una polemica diretta e beffarda contro questa specifica struttura, che gli ebrei esiliati vedevano con i propri occhi.

Va detto onestamente, per non esagerare: questa lista non è completa in senso assoluto. La letteratura specialistica ANE (Ancient Near East) è vastissima, e alcuni paralleli — il volo di Etana verso il cielo, certe leggi del Levitico — sono molto più speculativi e contestati di quelli sopra elencati. Ma questi sedici sono quelli solidamente documentati, citati costantemente nella ricerca comparativa accademica, non speculazioni personali.

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